Libri e pubblicazioni

Le stagioni del bosco → gratis in formato digitale

Combinazioni sottili, capaci d’alzare gli oceani, far crescere le piante, modificare gli umori, influenzare la psiche, cambiare l’esistenza, rinnovare la vita. Mistero che nessuna equazione matematica può descrivere concretamente fino in fondo, eppure ci avvolge in spirali di energie eteriche e oltre, spesso solamente intuibili.

«Il mio desiderio è prender per mano chi mi sta leggendo e insieme andare nel bosco, per vedere, ascoltare, sentire, toccare, i sussurri delle ombre. Non la luce accecante e nemmeno l’oscurità che copre, bensì l’orizzonte di mezzo, dove attraverso la marcatura delle ombre, è possibile definire la profondità delle cose.»

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Briciole → gratis in formato digitale

Sono “appunti di viaggio” di una vita semplice, vissuta con attenzione che non pretende di possedere le verità ma che desidera condividere con gli altri il personale vissuto. Pensieri e idee avute durante molte passeggiate nei boschi, di un periodo passato.

«A un lettore distratto, questi racconti potranno sembrare fantastici, invece lasciandosi accompagnare attraverso prati fioriti, folti boschi d’abeti e di larici, potrà condividere un reale vissuto intriso di selvatico e di magia, momenti antichi, non più usuali nella moderna concezione di vita. Antichi, eppure molto attuali, indispensabili richiami proprio adesso che tanto ci allontaniamo dalla Natura.»

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Ringrazio con tutto il cuore per ogni dono, anche molto piccolo, che mi vuoi fare:


Viaggio attraverso il corpo umano

Tutto il corpo è unità: fisico, psiche, spirito e tutto questo è unito all’ambiente in cui si vive che a sua volta è inserito nel sistema Cosmico. Una disfunzione di anche uno solo di questi “corpi”, causerà dissonanza, disfunzione, malattia. Poiché nulla viene a caso, è di fondamentale importanza ricercare le cause profonde e spesso inconsce che hanno scatenato l’insorgere della malattia.

«Ho concepito questa guida ai rimedi naturali con l’intento di aiutare tutte le persone che con amore, passione e costanza, si applicano alla conoscenza delle virtù racchiuse nei vegetali ma non solo, anche di quelle che si trovano nei minerali e di altre sostanze presenti in natura anche fuori dal mondo vegetale. Non vuole sostituirsi al medico ma anzi, aiutarlo nella comprensione di questa meraviglia che ci circonda e che con generosità ci elargisce una innumerevole quantità di rimedi che possono facilitare il ripristino dell’equilibrio della salute. E’ importante maturare il profondo convincimento che il sintomo non è la malattia da togliere, il male non è da combattere. Il sintomo è il linguaggio che il corpo usa per comunicare che vi è qualche cosa di scorretto nel comportamento personale; è anche il segnale che è iniziato il tentativo di auto guarigione del corpo stesso. Il sintomo non va combattuto, ma compreso, poiché ci può indicare quali sono le cause fisiche e i motivi emozionali che hanno causato la rottura dell’equilibrio di salute. Non è mia intenzione condurre l’appassionato ricercatore verso la concezione sintomatologica che, a parer mio, ha tanto ridotto le potenzialità della medicina convenzionale, ma invogliarlo alla vera conoscenza attraverso semplici argomentazioni.»

Antichi regni dei monti pallidi

Prima del tempo dei metalli, la parte alta dell’intera area montuosa delle Dolomiti era popolata da tribù nomadi che, durante la stagione più calda, salivano dalle pianure seguendo grosse mandrie di animali che si spingevano in alto alla ricerca d’acqua e di cibo fresco.

«Mi sono ritirato in solitudine perché stanco di stare in un luogo pieno di schiavi, dove la gente vive solo apparentemente libera e dove tutti sono posseduti dalla bramosia di accumulare sempre di più, estraendo da madre terra una quantità esagerata di materiale, senza rispetto e senza riconoscenza per i doni ricevuti. Tagliano continuamente i boschi per ricavare nuovo legname, spaccano le rocce e scavano i torrenti. Non sono mai contenti di quello che anno e mirano ad avere sempre di più, senza rispetto gli uni per gli altri, per gli Esseri con cui condividono i luoghi e per gli Spiriti. Non capiscono che hanno già tutto e con poca fatica potrebbero vivere meglio e, soprattutto, liberi. L’inutile attività e l’insaziabile voglia di accumulare sempre di più, li rendono schiavi di loro stessi. Non hanno catene materiali e per questo si sentono liberi, invece il loro spazio è limitato da pesanti catene che si portano dentro. Hanno smesso da tanto tempo di cercare il profondo senso dell’esistenza, di essere guardiani della bellezza e della perfezione che gli Spiriti hanno momentaneamente concesso loro.»

Le erbe del barba

Tisane, decotti e preparazioni dalla farmacia della natura: dono d’amore e di conoscenza per la salute del corpo e della mente. Descrive le erbe curative andando oltre i semplici principi attivi, spaziando anche verso le proprietà occulte e spirituali dei vegetali.

«Quello che noi consideriamo malattia non è solamente una mancanza di salute, è un’interruzione dello stato d’equilibrio naturale. Parlando d’interruzione dello stato d’equilibrio naturale, intendo la mancanza totale o parziale, per un periodo breve o lungo, della complessa armonia della vita, armonia che unisce tutto il nostro corpo, che comprende la relazione tra le varie parti che lo compongono e l’ambiente in cui vive: apparati, organi, ambiente, natura, lavoro, affetti, alimentazione; ma anche tra materia e spirito, intendendo tutto ciò come componente di un unico grande organismo vivente. Parte indivisa del grande organismo vivente, ogni persona è unica e irripetibile con un posto e un ruolo cosmico all’interno del Creato. Quando vi è uno stato di “malattia”, significa che uno o più di questi equilibri si sono alterati. La “medicina” è il mezzo con cui si tenterà di riportare allo stato ideale (salute) l’equilibrio dissonante (malattia). Medicine non sono solamente le sostanze medicamentose naturali o di sintesi chimica: medicina è tutto ciò che contribuisce a ristabilire armonia nel creato senza causare alterazioni. Per facilitare il compito, la malattia si manifesta palesemente attraverso il sintomo, che spesso è doloroso. A seconda del luogo in cui il dolore acuisce, si possono interpretare le cause del calo d’equilibrio naturale e in base a questo si potrà provvedere a ristabilire l’ordine naturale interrotto; non togliendo il sintomo, ma usandolo per interpretarne le cause e messaggio. La “malattia” stessa racchiude sempre anche la sua “medicina”: il simile cura il simile. Ogni persona dovrebbe farsi carico della propria vita, considerando che il suo benessere sarà di conseguenza anche quello degli altri.»

Due passi nel cielo

Le regole di rispetto ambientale e di sana convivenza con tutti, non sono esclusivamente rari momenti di emozione (ipocrisia), ma sarebbe importante che diventassero espressioni costanti nel vivere quotidiano. Questa è libertà, libertà di costume priva d'ipocrisia, di luoghi comuni dettati dalla concezione di profitto e del consumo. Libertà dalla fretta e dal correre. Libertà di conoscersi, di incontrarsi, di commuoversi di fronte al bello e al giusto. Camminare nella libertà è ciò che mi appartiene di diritto, dall’istante che sono venuto al mondo e nel momento che ne ho preso coscienza. Camminare con niente dietro, con sopra le spalle poco peso e davanti: tutto.

«In questo momento cammino ciò che mi appartiene, ciò che interamente mi appartiene: il mondo. Quando affermo che il mondo mi appartiene è perché profondamente mio. Mi appartiene nella maniera in cui riesco a condividerlo con tutti gli altri esseri e creature che lo popolano. Solamente condividendolo diventa proprio.»

Calchère

Non dobbiamo fermarci alle nostre esteriorità, è importante saperci osservare dentro. Ti posso assicurare che il nostro interiore è molto buio e profondo. Vi è tanto marcio da togliere, e per farlo ci vogliono tenacia e costanza. Prima di voler cambiare il mondo o pretendere di aiutare gli altri, è necessario cambiare se stessi: aiutandosi. Attraverso un profondo, costante miglioramento di se stessi, si arriverà a intervenire positivamente a su tutto ciò che sta all’esterno, fuori di noi. Con il tempo si potrò arrivare a vivere gli accadimenti della vita, anche quelli pesanti e nefasti, in maniera distaccata, senza coinvolgimento o giudizio. Sapendo che nulla succede a caso e che tutto porta un messaggio per migliorarci. L’arte è espressione di bellezza e la bellezza è manifestazione del nostro profondo. Nel tempo che ammiriamo o ascoltiamo un’opera d’arte, veniamo accompagnati nella nostra parte più profonda.

«Quando nel profondo del tuo animo avrai percepito che il bello della vita consiste nel sapersi donare incondizionatamente comprenderai anche di non essere giunto in nessun luogo, ma solo all’inizio di una meravigliosa esistenza. Quando lungo il sentiero della tua esistenza incontri una persona che ti sorride, sei tu che hai bisogno di lei. Quando incontri quella che ti offende, è lei che ha bisogno di te.»

Il vecchio che parlava al vento

Racconta la storia di un vecchio erborista che vive sulla montagna, del suo particolare rapporto con le piante, gli animali, le persone. Il fatto di non casualità nelle occasioni che la vita offre. La magia e l’alchimia, raccontate con la semplicità di una creatura del bosco.

«Una persona, un luogo, un concetto non muore fintanto che ci sarà memoria della sua esistenza. Forse uno dei miei compiti rimane la memoria della magia, della divinità delle piante e di determinati gesti o riti per risvegliarli. Fintanto esisteranno testimoni umani in grado di ricordare, questo mondo esisterà e continuerà a operare. Ho la possibilità di tramandare ad altri tale memoria, aprendo nuovi cuori alla luce e alla conoscenza.»

In cammino tra la terra e le stelle

La storia del vecchio erborista della montagna continua, raccontando la sua mistica presenza sul Cammino di Santiago de Compostela. L’incontro con piante, fiori, animali, persone, ma anche con pietre, con l’acqua e una vita precedente.

«La nostra esistenza, nella sua essenza, è un lungo cammino, che a volte si presenta gioioso e altre faticoso. Sempre ci parla, non solo nei momenti “forti”, ma anche e specialmente nelle “piccole cose” apparentemente insignificanti. Ci raccontano gli orizzonti infiniti, i grandi oceani, ma ci parlano pure i piccoli bordi che sempre ci accompagnano, perché tutto è parola e ogni parola non ascoltata, diventa occasione perduta.»

Leggende delle dolomiti

In tempi antichi su queste incantate terre convivevano pacificamente differenti popoli di diverse razze e culture, ognuno con il proprio castello o palazzo e vasti territori da amministrare. Tra loro regnava la pace...

«Gli uomini gli avevo tolto tutto: l’amore, il regno, la dignità. Era rimasto solo, unico testimone della conoscenza della realtà celata sotto ingannevoli apparenze. Egli stesso, la sua buffa figura e la sua nobiltà d’animo, rappresentavano palesemente tale verità. Questo era il suo segreto e per punire gli uomini per le sofferenze che gli avevano inflitto, decise di sparire, portando con se la conoscenza delle profonde verità. In un impeto di collera trasformò le rose in pietra esprimendo il desiderio che, sia di giorno che di notte, perdessero il loro naturale colore. Curvo sotto il pero del suo dolore, entrò nel palazzo scavato nel cuore della montagna e vi si rinchiuse per non uscirne mai più. Re Laurino aveva tolto il colore alle rose sia di giorno sia di notte, ma nella foga aveva dimenticato il crepuscolo, che non è più giorno e non è ancora notte. In quel breve spazio di tempo, al crepuscolo, nelle giornate serene, la montagna di accende di rosso scarlatto: fugace apparizione del grande Giardino delle Rose di re Laurino. Indelebile testimonianza dei tempi antichi, di quando in questi luoghi, gli uomini, seppur di razze e culture differenti, sapevano saggiamente convive in pace e apprezzare la bellezza.»

Storie e leggende della tradizione trentina

La lingua in cui mi esprimo quotidianamente è il dialetto del luogo in cui vivo. L’italiano rimane la mia seconda lingua e mi è difficile usarla in maniera semplice e spontanea, come invece faccio con il dialetto. La lingua dialettale nasce dalla terra e, attraverso i suoni, esprime luoghi, rocce, corsi d'acqua, vegetazione, insomma tutto l’ambiente circostante. Diventa espressione anche del carattere e dell’indole della gente del posto. Il suo suono, la cadenza, il ritmo, l’allungare o l’accorciare delle parole, tutto rispecchia le necessità e la conformazione della terra in cui nasce, si sviluppa e continua a esprimersi. Le antiche leggende di un territorio sono fatte della stessa "pasta" del dialetto. Servono a dare un senso alla storia del territorio, a tramandare le tradizioni del luogo e a comunicare all’ascoltatore anche dei valori morali da seguire. Spesso assegnano il nome a una montagna, a un bosco, a un corso d’acqua, ai luoghi più caratteristici e suggestivi. In alcuni casi, il ricordo delle leggende aiuta a tramandare correttamente i nomi dei luoghi, in altri invece sono i luoghi che donano memoria alle leggende dimenticate. In ogni caso è sempre la terra che racchiude in se dei "tesori" celati che, attraverso i suoni e l’eredità delle memoria, le persone attente possono intendere.

«Molto più tardi, riprendendo lentamente coscienza, Rosalpina ebbe la sensazione di uscire da un brutto incubo senza ricordi. Con la vista ancora offuscata, s’avvide di trovarsi in una stanza calda e di essere distesa su un letto morbido; accanto a lei c’era una signora con un bel sorriso. Mentre ella le accarezzava il viso con dolcezza, senza riflettere la giovane esclamò: "mamma". Nel sentire quella parola da lungo tempo negatale, la Strega si trasformò in quello che realmente era: una Fata. Anche l’oscuro sortilegio scomparve definitivamente da questi luoghi, mentre nel cielo le nuvole nere si ritirarono per fare spazio all’aria limpida e al sole caldo.»