L’INTELLIGENZA DELLE PIANTE

Forse un giorno gli esseri umani impareranno che vi è intelligenza oltre il neurone, che vi è vita oltre la materia che vi è presenza oltre l’apparenza. Forse un giorno capiranno di non essere padroni del mondo bensì un piccolo tassello di un grande insieme e ogni piccolo tassello contribuisce al proprio sviluppo e a quello degli altri. Ognuno è parte di un meraviglioso equilibrio da intendere e da cui trarre ispirazione. In un grande equilibrio non vi è chi è più importante, chi avrà più privilegi, diritti e chi invece sarà inferiore. Il rispetto è prima di tutto dignità verso sé stessi, il rispetto è l’ago della bilancia che indica il grado di evoluzione raggiunta. Le diversità e differenze non sono confini, muri, sbarre ma porte, porte aperte che l’intelligenza potrà varcare spogliandosi del materialismo, poiché vi è mondo oltre la materia. Materia e spirito sono la stessa cosa, cambiano solamente l’intensità delle oscillazioni. L’intelligenza si espande in tutto il creato che non potrebbe esistere senza intelligenza. Le forme, le espressioni di intelligenza sono vaste quanto è vasto l’intero creato.

La vita è intelligenza e non esisterebbe vita senza intelligenza.

Intorno al “Maso” in cui abito, vi sono diversi vecchi meli di varietà antica, i quali quasi tutti gli anni mi forniscono le mele per affrontare il lungo inverno di montagna. Quest’anno la primavera è stata ideale, mite e molto soleggiata, pertanto vi è in atto una fioritura rigogliosa. I meli fioriti sono una poesia offerta dalla natura agli animi sensibili. In questa meraviglia vi era però una grave stonatura, mancavano gli insetti impollinatori. Gli alberi fioriti di solito sono visitati da una miriade di insetti i quali innalzano al cielo un potente ronzio simile a un OM cosmico. Quest’anno vi è un silenzio sepolcrale, le condizioni atmosferiche sono quelle giuste, la fioritura e abbondante, manca la parte della fecondazione, senza la quale non vi è trasmissione di vita, continuità. Ho parlato con Giuseppe l’apicultore più anziano, il quale mi ha detto con molto sconforto che non riusciva a capire cosa stesse succedendo. Mi raccontava che aveva le api forti, ma non uscivano a bottinare, o non erano richiamate dalle piante o c’era un qualche cosa in loro che non andava bene. Tutto questo, precisava Giuseppe con gravità, è conseguente della cattiveria di un virus a due gambe che causa nel mondo milioni di morti, e rischia di compromettere la vita stessa. Quando i vecchi si confondono significa che abbiamo perso memoria da dove proveniamo e di conseguenza la giusta strada da intraprendere per un futuro di pace.

Non saranno le dolci promesse prive di fondamenta e nemmeno le amare proposte di dure rinunce che saranno in grado di far uscire il genere umano dal pericoloso tunnel in cui si è cacciato da solo. Sarà la natura stessa ad indicarci la via, lo fa continuamente attraverso gli alberi e le piante, gli animali, le pietre, gli astri, le stagioni, il giorno e la notte, l’intero creato. A torto il genere umano crede di “far parte della natura” invece egli “è natura”. Questa non è una sottigliezza poiché “far parte” significa potersi discostare qualora si presenti una migliore possibilità, invece “essere” non lascia via di scelta. Ognuno è natura e quando esce dalle sue fondamentali regole di rispetto annulla incondizionatamente la propria natura.

Gli alberi sono un esempio straordinario di economia di vita, per compiere la funzione clorofilliana, di giorno usano l’anidride carbonica accumulatasi nell’aria e nel contempo rilasciano ossigeno. Di notte impiegano quell’ossigeno per la loro respirazione, emettendo anidride carbonica che impiegheranno di giorno. Con le foglie che cadono concimano il terreno così non sarà mai povero di sostanze organiche. Le grandi foreste condizionano il clima favorendo le condizioni ideali per la vita. Le piante sono in grado di indurre, condizionandoli con appaganti premi, gli animali ad accudirli, fecondarli, selezionarli, potarli, accompagnandoli così verso una loro ideale forma evolutiva da raggiungere. In tutto questo non vi è sfruttamento indiscriminato ma distribuzione vantaggiose per tutti, tenendo conto prima di tutto dell’ambiente.

Un lungo capitolo andrebbe aperto anche per descrivere le straordinarie medicine offerte gratuitamente e incondizionatamente dalle piante. Per ragioni di spazio editoriale mi limiterò a precisare che per mia lunga e diretta esperienza in qualità di erborista e ricercatore, posso affermare che il genere umano non ha coscienza della poderosa ricchezza che continuamente calpesta sotto i piedi. Penso a quanta sofferenza si potrebbe ovviare per mezzo delle cure vegetali, le quali non causano inquinamento corporeo e ambientale, non comportano alcun intervento violento e invasivo, il quale sempre comprometterebbe la dignità esistenziale della persona.

Erroneamente si pensa che con le piante si riesca ad intervenire solamente su disturbi di poco conto, invece per esperienza personale posso confermare che con i vegetali si affrontano e curano anche patologie considerate molto gravi.

Gli alberi sono esseri molto antichi ed evoluti, nella loro evoluzione esiste ancora la prevaricazione sugli altri ma essa non è di fondamentale importanza, invece per loro è indispensabile il senso di comunità fondata sulla collaborazione e sul mutualismo, tanto che un vasto bosco va considerato non come un insieme di singoli organismi, bensì come un unico grandioso organismo vivente. All’interno del grande equilibrio, i vegetali si sono assunti un grande compito, il quale porta benefici a loro stessi ma nel contempo permettono ad altri esseri più giovani, ancora poco evoluti come gli animali, di partecipare all’evoluzione. Per sostenere questo compito è necessario aver raggiunto una intelligenza sottile, evoluta, dove il fine primario è la comunità, intesa come beneficio per tutto e tutti. Un grande cerchio, dove ogni presenza cosciente basa la propria esistenza su quella degli altri, questo avviene tra le piante e ogni altro essere vivente evoluto.

Il corpo di animale può svolgere le sue funzioni vitali perché al suo interno è racchiuso un micro cosmo colmo di piccoli esseri viventi (Microbiota), i quali riescono a prosperare grazie al supporto che gli uni riescono a dare e utilizzare dagli altri. Così è in ogni circostanza, il Micro e Macro Cosmo ben definito dai nostri antenati.

Nella maggior parte dei casi è l’aspetto celato, il Micro Cosmo, quello che sembra privo di apparenze ad essere determinante e di grande importanza di tutte delle manifestazioni in natura, anche di quelle che si presentano come le più grandiose.

Entrando nel bosco e guardando in alto si possono ammirare tanti alberi, i quali danno la certezza che tutto ciò che si vede sia il bosco. In verità quello è solo una piccola parte apparente, il grande bosco si trova sotto terra e gli alberi non son altro che manifestazioni guidate e volute dall’intelligenza dell’universo che sta sotto. Gli alberi sono braccia che gli esseri di sotto innalzano verso il cielo, portano in su sostanze grezze, piccole particelle che compongono la stessa Madre Terra. In alto il Sole incontra la Sposa e avviene la fecondazione, nascono gli zuccheri, fonte di partenza per ogni forma di vita materiale. Le feconde sostanze organiche vengono distribuite ovunque e a tutti, dirette da una enorme rete di intelligenza espressa da una grande quantità di presenze coscienti che si trovano per lo più nello strato superiore del sottosuolo. Per mezzo di una loro particolare intelligenza, i vegetali riescono a vedere, sentire, gustare, provare affetto e repulsione, hanno memoria, prevedono i cambiamenti climatici, sono in grado di direzionare le radici, i germogli, i rami, distinguono il giorno, la notte, le stagioni, sono capaci ti utilizzare gli odori e gli aromi, gli ormoni, l’elettricità, possiedono il sesso e sono in grado di riprodursi sessualmente e altre luci e ombre ancora impensabili. Sono in grado intervenire sui climi, di creare dipendenze agli animali per trarne profitto, nel contempo rilasciano loro materiale indispensabile per la sopravvivenza.

Anche ciò che viene definita telepatia è ampiamente impiegata dai vegetali, i quali possono comunicare attraversando lunghe distanze, in condizioni incredibili e tutto alla velocità della luce. Hanno la capacità di dislocarsi, cioè trovarsi in un luogo e nel contempo in altri diversi. Queste manifestazioni di intelligenza sono a disposizione di ogni presenza cosciente, anche tra gli esseri umani vi sono alcune rare persone in grado di farlo ma non è ancora di tutti, dipende dal grado di presenza cosciente raggiunta. Nella maggior parte, gli esseri umani usano solo una minima parte di coscienza, per il resto si affidano all’incoscienza delle apparenze, dei numeri, del calcolo, delle statistiche. Questo atteggiamento può essere assai pericoloso, poiché la presenza umana ha raggiunto una elevatissima densità, contando poi l’alta tecnologia raggiunta, finalizzata più verso il profitto che alla coscienza, si corre il serio rischio che prima o poi sfugga di mano la situazione. Non succederebbe niente di grave per il grande equilibrio, l’intelligenza che lo compone cambierà un piccola virgola e il cerchio spezzato, si riunirà nuovamente. Andrebbe valutato cosa comporterebbe al genere umano quella piccola virgola cambiata, se sarà in grado di adattarsi al cambiamento, sicuramente avrà da compiere un grande giro di boa e per fare questo non saranno necessari grosse rinunce o sacrifici ma solamente cambiare il modo di pensare, dando il giusto valore e significato alla natura e alle sue regole fondamentali. Questo permetterebbe di vivere più in pace con sé stessi e con tutti gli altri, dando il giusto valore anche ai diversi.

Va considerato che quando si estingue un piccolo roditore, non finisce il mondo, continuerà a girare ugualmente e nel contempo si aprirà la possibilità a un nuovo roditore più adatto.

Carlo Signorini

Articolo pubblica sulla rivista Eudonna del mese di giugno 2020, redazione: info@ilsextante.net

Batteri

Desidero far capire alle persone che il nostro corpo non è una macchina e non si comporta da macchina, nemmeno il cibo è da intendere come carburante per la macchina-corpo.
Il corpo non è una macchina e il cibo non è il suo carburante.
Il corpo umano è un essere vivente e con una sua intelligenza.
Non si deve paragonare ogni intelligenza a quella piccola umana, funzionante attraverso una logica binaria. Vi sono altre forme di intelligenza, difficili da intendere per chi è abituato a giudicare le realtà attraverso le apparenze indotte dalla razionalità. La Vita e l’Intelligenza vanno a braccetto le dinamiche che esprimono la vita sono spesso irrazionali al nostro giudizio.
Dire che il corpo umano è un essere vivente è ancora riduttivo, poiché è un insieme di esseri viventi, meglio ancora, un Cosmo vivente.
La natura ripete continuamente le sue forme elementari, trasferendole dal piccolo al grande e viceversa, continuamente. Questo è quello che i nostri progenitori anticamente chiamavano “Micro e Macro cosmo”, “Così in basso, Così in alto”.
L’Atomo che è una delle particelle più piccole che compongono la materia, di cui è fatto l’intero creato materiale. Schematicamente l’Atomo assomiglia a un mini sistema solare, con il sole centrale e i pianeti che ruotano intorno. Anche gli Atomi hanno una loro forma di intelligenza che li fa reagire rispetto a stimoli interni o esterni. In virtù della loro intelligenza, sono in parte prevedibili le loro reazioni e inducendo artificialmente delle condizioni diverse, si possono programmare e ottenere reazioni differenti.
Più atomi insieme formano la Molecola che è la parte più piccola di una materia definita.
Anche la Molecola possiede una sua forma di intelligenza che quando si trova nella condizione di giusto equilibrio naturale, agirà in modo corretto per le sue funzioni e compiti stabiliti.
Più molecole formano la Cellula, il più piccolo essere vivente, munito di una sua intelligenza e in grado di riprodursi. Si nutre e compie dei bisogni fisiologici per espellere le sostanze di scarto.
Le Cellule formano i tessuti e gli organi che formano e sostengono il corpo.
Il corpo umano non è formato solo da Cellule ma anche da una infinità di microrganismi viventi che hanno un ruolo fondamentale nella vita del corpo stesso. Non si potrebbe vivere senza la presenza di microrganismi vivi all’interno del corpo umano. Tutti hanno memoria di compiti precisi da svolgere, senza di loro o con la loro presenza alterata, il corpo umano non può star bene, può arrivare alla morte.

Solo con lo scopo di fornire una approssimazione di grandezza inserisco alcuni dati in cifre.
Il corpo umano é costituito da 50 trilioni di piccoli esseri viventi, i quali superano nel numero le cellule umane, e sono in grado di comunicare fra di loro alla velocità della luce.
I microrganismi presenti all’interno del corpo sono vari ed erroneamente alcuni di questi vengono definiti patogeni, capaci di provocare malattie.
Negli esseri umani si trovano tra le 500 e 10.000.000 specie differenti di microorganismi, i più numerosi dei quali sono i batteri, ma anche in misura inferiore miceti e virus, che insieme costituiscono circa il tre per cento del peso totale del corpo umano.
Il Cosmo di tali piccoli esseri viventi viene chiamato microbiota umano, rappresenta un buon esempio di mutualismo e di cooperazione tra differenti tipologie di organismi, i quali traggono vantaggi e sostentamento reciprocamente.
Il microbiota andrebbe considerato come un organo metabolico, adattato alla fisiologia umana per permettere lo svolgersi di funzioni di vitale importanza.
Attraverso un processo chiamato pleomorfismo , (pleo = molti e morph = forma,), con il mutare dell’ambiente in cui vivono, i batteri possono cambiare in lieviti, da lieviti a funghi, da funghi a muffe. I microrganismi come un batterio specifico, può assumere più forme, con il mutare delle condizioni dell’ambiente in cui vive. Può essere un cambiamento di forma e di funzioni. Un cambiamento dell’ambiente interno potrebbe modificare streptococchi in pneumococchi ma un nuovo e diverso cambiamento riporterebbe i pneumococchi a streptococchi.
Nella maggior parte delle persone sono radicate concezioni erronee sulla salute e parole come batteri, virus miceti incutono un certo allarmismo. La strada per ridare la corretta definizione al concetto di salute e malattia è ancora lunga. La moderna scienza logica ha preso il sopravvento sulla saggia conoscenza antica e intuitiva. La scienza ufficiale, durante il suo dominio ha fatto anche errori colossali, ma ugualmente è rimasta aggrappata il più possibile ad essi nel timore di venire contraddetta o sopraffatta. La saggezza e le scoperte scientifiche precedenti sono state rigettate, minimezzate e ridicolizzate a favore di un sistema standarlizzato, politicamente ed economicamente controllabile.

La presenza di germi non costituisce l’insorgere di una malattia. I batteri sono gli spazzini della Natura, in grado di trasformare i tessuti morti nei loro elementi di base. I germi o i batteri non hanno alcuna influenza di nessun genere sulle cellule vive. I germi o i microbi prosperano facendo gli spazzini nelle aree malate. Vivono solo con i rifiuti metabolici non elaborati e con i tessuti malati, denutriti e deboli.
Non sono la causa della malattia, allo stesso modo dell’animale che si rotola nel fango. Non è necessario sopprimere la povera creatura e nemmeno faticare per eliminare tutto il fango della zona, è sufficiente riflettere con saggezza chiedendosi come mai si rotola nel fango, potrebbe avere parassiti intestinali, parassiti al pelo, dermatiti, carenza di sali minerali e altro ancora. Ogni manifestazione apparente ha delle cause profonde ed è dal profondo che si opera per arrivare in superficie.
Anche l’elevata concentrazione batterica nella zona malata non è la causa primaria dell’insana condizione, invece il caos manifesto dipende dall’alterazione dell’equilibrio naturale del Terreno biologico.
Il Terreno biologico siamo noi, è conseguenza di quello che siamo, facciamo, pensiamo, mangiamo, beviamo, dall’ambiente e da tante altre condizioni.
Per questo motivo asserisco categoricamente che noi non prendiamo malattie.
Noi le fabbrichiamo, lavorando assiduamente per sviluppare i nostri dolori. Dopodiché sarà necessario lavorare ancor di più per ripristinare la salute e non è sicuro di riuscirci sempre.
Non ci sono nemici o malattie specifiche da combattere ( l’assurda guerra per la pace). Quando si manifesta una malattia, significa che si è interrotto l’equilibrio naturale che permetteva di star bene, solamente ristabilendolo dentro e fuori (senza combatterlo, senza guerre), si potrà recuperare il benessere perduto.

Il Terreno biologico si “ammala” per vari motivi:
Valore pH del sangue. Le condizioni ideali del sangue hanno un pH leggermente basico, verso il valore di 7,3 circa. Con la vita stressante e l’inquinamento il valore pH si sposta verso l’acidità, compromettendo in questo modo molte importati funzioni fisiologiche.
Arresto o ristagno del flusso dei fluidi colloidali nello spazio intercellulare, causando denutrizione, fermentazioni.
La superficie dei globuli rossi perdono di carica elettrica, impoverendolo di ossigeno, diffondendo uno stato di asfissia generale.
Con l’aumento del valore acido, nelle cellule umane avviene una inversione di polarità elettrica, quello che normalmente era di carica positiva diventa negativa e viceversa. In queste condizioni vengono a ridursi ma anche a fermarsi, le funzioni vitali della cellula e di conseguenza quelle del tessuto. L’inversione della polarità elettrica coinvolge anche il DNA , dove si possono innescare delle incontrollabili mutazioni genetiche (tumore).

Le cause e le condizioni che compromettono il Terreno biologico sono da ricercarsi principalmente nella:
Alimentazione.
Sress.
Ambiente.
Movimento.
Psiche.
Spiritualità.

Alcune delle manifestazioni più comuni che inizialmente possono insorgere da un Terreno biologico alterato possono essere:
Dermatiti.
Allergie.
Emicranie.
Raffreddori e influenze.
Reumatismi.

Aumentando lo squilibrio nel Terreno biologico, si possono presentare condizioni più gravi:
Sistema endocrino.
Indebolimento degli organi.
Demenza.
Tumori.
Morbi degenerativi.

Tutto questo non parte dai batteri ma dal Terreno biologico alterato, dentro e fuori. Eventualmente, la massiccia presenza batterica rappresenta la disperata ed estrema difesa del corpo, che scatena “spazzini” con l’intento di liberarlo dalla “spazzatura”. In un corpo debole questa situazione può diventare incontrollabile e degenerare pericolosamente. Senza concentrarsi esclusivamente nel fare la guerra ai batteri, ma curando fin dall’inizio il Terreno biologico, non vi sarà più ragione della presenza dell’esercito dei “spazzini” e i microrganismi stessi si trasformeranno da soli in altri meno aggressivi (pleomorfismo).
I batteri possono scaturire anche dalle stesse cellule del corpo e così come vengono da esse, possono ritornarvi.

La manifestazione che comunemente è definita “malattia”, in realtà è un sintomo o una raccolta di sintomi, un accanimento concentrato solamente su di essi, allontana l’attenzione dalle cause primarie scatenanti e questo, può degenerare in manifestazioni molto più complesse.
Quando i germi sono coinvolti in una “malattia”, influenzano il corpo nel produrre i sintomi secondari, questi fenomeni non vanno scambiati per “malattia”, perché non sono la “malattia”. La “malattia” va ricercata nel Terreno biologico.
Negli stadi iniziali dello squilibrio, i sintomi secondari generalmente non sono molto intensi e di solito sono “trattati” con i farmaci. Sono “trattati” i sintomi senza cercare di ristabilire l’equilibrio del Terreno biologico, in questo modo non si arriva alla guarigione, alla risoluzione definitiva, ma si rischia di aggravare una situazione già di per sé critica, con il serio rischio di altre e diverse complicazioni in seguito.

L’avvicinamento medico al concetto militaristico di combattere, guerra, vincere, annientare, è sorto quando si è passato dalla terapia naturale a quella artificiale dei veleni (antibiotico – contro la vita -).
L’essere umano è tutt’uno con Madre Terra, il suo sistema immunitario é collegato inevitabilmente con il pianeta Terra, anche per il fatto che il corpo umano è costituito con i suoi elementi. La Terra, intesa nella sua interezza come geosfera, ha il suo proprio sistema immunitario, un sistema che si autoprotegge, si rigenera, guarisce. Quando l’essere umano non si trova allineato con quel sistema, o danneggia quel sistema, il risultato inevitable è la sua stessa degenerazione.

Liberamente ispirato al pensiero di Antoine Bechamp

Evoluzione dello spirito e salute

Ogni individuo è un essere divino.
Ognuno porta dentro di sé matrice d’amore, espressione di pura divinità.
Ognuno esprime la propria divinità attraverso l’amore, lo fa in modo personale, a seconda del grado evolutivo spirituale raggiunto.
Tutti possiedono il seme d’amore divino, anche le persone ritenute spregevoli.
Esse esprimono l’amore come possono, come la propria evoluzione spirituale gli consente. Anche loro arriveranno ad esprimere pienamente il divino amore e non è questione di tempo ma di coscienza.
Ciò che comunemente viene definita malattia, è la contrastante dissonanza che esiste tra la nostra individuale essenza divina e l’azione o il pensiero che facciamo.
Vi è un istinto naturale che spinge ogni cosa e creatura verso la propria evoluzione spirituale. Andare contro o contrastare questa legge universale significa creare dentro o fuori di noi delle tensioni, più o meno inconsce. La legge universale si esprime attraverso l’amore incondizionato, privo di profitto personale.
Va considerato che quando una persona pensa male di un’altra, in verità sta pensando male di se stessa e a lungo andare questo male si esprimerà fisicamente. Quando si invidia, significa desiderare d’essere altro, non accettando ciò che si è. Continue ed estenuanti accumuli di tensioni, piccoli o grandi che siano, a lungo andare creeranno piccoli o grandi sofferenze fisiche.
La nostra gioia fisica dipende dalla personale evoluzione spirituale raggiunta e non può essere il contrario. Invece può essere che il dolore fisico aiuti l’evoluzione ma anche questo dipende dall’amore e coscienza che si esprime.
Ogni dolore sul piano fisico e psichico è dato dal contrasto esistente tra la personale evoluzione spirituali e le esigenze materiali apparenti.
Il dolore non si toglie definitivamente con una pastiglia o una erbetta, ma con la presa di coscienza che il male deriva da noi, non dal caso e nemmeno da una volontà divina, ma dal contrasto che noi facciamo, l’imitando la nostra evoluzione.
Quando attraversando il dolore si riuscirà a concepire che è sufficiente sciogliere questo contrasto, allora ci sarà la guarigione e un balzo in avanti, verso la vera essenza.
La perfezione del creato, di cui ogni essere è espressione, per facilitare la comprensione delle radici del disaggio, ha creato una sorta di linguaggio tangibile, fisico, che applicando dell’impegno è possibile comprendere e rendere più semplice il complesso.
In questo contesto possono essere di supporto e di aiuto anche i rimedi naturali, le tecniche come la meditazione, yoga e altro ancora, in grado di evidenziare l’unità in noi e l’unità nel creato.
Il corpo possiede una sua intelligenza autonoma, espressione dell’istinto di sopravvivenza e dell’evoluzione spirituale. Quando affligge un dolore, significa che vi è una certa tensione tra quello che siamo e quello che veramente dovremmo essere. La parte colpita può esprimere quale è la causa che contrasta l’evoluzione spirituale. Il dolore può essere la chiave con cui aprire le porte chiuse delle apparenze, per aprirle verso infiniti orizzonti universali che partono da noi.
Quando il dolore impedisce la mano, significa che si ha difficoltà nel dare o nel ricevere e questo contrasta con l’amore universale. Quando il dolore si manifesta nell’apparato digerente, significa che non riusciamo a “digerire” certi aspetti della vita, questo ci dice che non abbiamo compreso la legge universale della transitorietà, dove tutto ha un inizio e tutto ha una fine, il senso di tutto questo è l’evoluzione spirituale. Ogni ispirazione del respiro a un certo punto muore, lasciando posto all’espirazione, così continuamente in alternanza e ogni inspirazione ed esprirazione non sarà mai uguale alle precedenti; fine e inizio, vita e morte, continuamente si rinnova la presenza. Creando impedimenti al normale flusso si potrebbe avere conseguenze di soffocamento.
Il linguaggio del corpo è da intendere come espressione dello spirito divino che siamo e le cure per guarire (di guarigione e non di mantenimento), saranno rivolte verso la nostra essenza, nel frattempo ci possono aiutare e facilitare il compito, anche le cure naturali e le tecniche di pensiero.

GRATITUDINE

Beato sono di Amicizia,
l’Arte di stare bene insieme,
un calmo mare in continuo movimento.
Grato sono per la Bellezza
che colma ogni cosa fatta con amore.
Estasiato, per l’Armonia del corpo di donna,
seni, fianchi,
il vulcano suo ventre,
l’anima feconda di quando con amore mi vede.
Grato sono per le persone vive che ancora sanno vedere,
occhi di specchio in cui mi rifletto, per carpire quello che sono.
Per la musica
che fa sentire ciò che l’orecchio non può ascoltare;
per la pittura,
spazio infinito che definisce apparenze e non apparenze;
per la scrittura che inonda l’anima;
per tutte le arti,
umana creatività,
espressione della divinità umana.

Felice per te o Sole, mio antenato che dai vita ma bruci l’incauto.
Laude a te o tonda Luna mutevole, estrosa, foro di luce che illumina la notte dei tempi.
Montagne antiche, divinità presenti, vicine, luoghi sacri, forti, dove gli spiriti vagano e i cuori degli uomini tremano.
Per le calme acque e per quelle dirompenti, scroscianti, fluttuanti,
dalle quali ogni vita inizia.
Grato a te o Madre Terra, fecondo utero gravido di vita e di morte.
Grato alla vita che con passione mi ha parlato,
a volte forte,
non sempre ho inteso.
E alla morte che intorno a me ha segnato,
ti porto dentro,
insieme alla vita.
Grato sono a tutti gli esseri umani,
sorelle e fratelli che mi hanno amato ma anche quelli che mi hanno odiato,
a quelli a cui sono stato indifferente,
a quelli che mi sono grati.
A tutti devo tutto ciò che sono e anche oltre.
Infine grato sono a me stesso
per tutti gli attimi che ho saputo cogliere.

Riflessioni sull’alimentazione

Il cibo che si mangia entra nel corpo umano per essere scisso e potersi evolvere in qualche cosa d’altro che prima non era. Per comprendere le dinamiche di queste mutazioni, si possono immaginare quelle dei fuochi pirotecnici che una volta raggiunta l’altitudine, attraverso un unico botto diventano cascate multicolori che si espandono in tutto il cielo.
Diventa quasi inconcepibile che da un semplice cartoccio pirotecnico passano nascere fuochi d’artificio dalla mille cascate colorate.
Se si aprisse il cartoccio si troverebbe una miscela varia di definite sostanze a cui basta una unica scintilla per essere trasferito nello spazio e poter esprimere ciò che non era racchiuso nella carta.
Alla stessa maniera le sostanze nutritive si possono analizzare e definirne la composizione ma una volta inserite nel Cosmo del corpo umano, scatenano catene d’esplosioni di impensabili, nuovi e differenti complessi di energie in grado di espandersi in tutto il corpo.
Per questo l’atto di alimentarsi è importantissimo poiché ogni sostanza inserita nello spazio del corpo umano si espanderà ovunque in differenti e impensabili complessi trasformati.
Da ciò si può dedurre che più l’alimento sarà vivo e più vita espanderà, più sarà morto, più morte espanderà.
La vita non si può definire con concetti o parole; cosa è la vita, cosa è quel fuoco che anima un corpo non è dato da comprendere con la mente ma con il calore del cuore, con amore.
La vita è prima di tutto trasmissione di vita, nell’atto di nutrisi un essere vivente muore e diventa cibo, le sue sostanze organiche serviranno da supporto alla struttura materiale del nuovo corpo che lo accoglie; la vita che prima lo animava passerà nel nuovo corpo a cui trasmetterà nuova vita.
Le energie più sottili e salutari sono quelle derivanti da alimenti crudi (ancora vivi) di origine vegetale e coltivati in modo naturale.

Discorso agli ateniesi

Qui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così.

Pericle • Discorso agli ateniesi, 461 a.C. • Tucidide, Storie, II, 34-36

Montagne

Riflessioni di un montanaro
Fin da tempi immemorabili, la montagna è stata luogo d’espressione di spiritualità e di collegamenti divini. E’ stata anche posto di marce, escursioni, digiuni, sacrifici, di tentazioni e di paure. E’ stata espressione di ignoto, luogo inaccessibile agli esseri umani, dove il mistero si materializzava in pietra, diventando tangibile e concreto.
Gli uomini antichi avevano un grande rispetto nei confronti degli alti massicci. Consideravano che lo spirito della montagna fosse altrettanto poderoso delle sue rocce, delle acque, delle nevi perenni e prima di salirvi, innalzavano una invocazione, una preghiera, un dono, un rito; importanti gesti per rapportarsi con lo Spirito che vi anima.
Nei tempi passati, l’incanto della sua magia esprimeva ricchezza più pura rispetto a oggi che è diventata pista da scii per legioni consumistiche.
Quanto è diverso il rapporto della gente moderna nei confronti della montagna.
Non ci si rapporta più con essa, non si lascia alcuna offerta, non esiste alcuna sacralità nelle azioni quotidiane.
Questo è luogo in cui dovrebbe regnare il Sacro Silenzio, invece a colpi di esplosivo si squassa la roccia. Grosse macchine di ferro, munite di potenti martelli battenti e larghe pale, spaccano e spianano le pietre. Convogliano i liberi corsi d’acqua, che sono il canto e la vita del monte, lasciando dietro di sé paurose ferite, tangibili testimonianze d’ignoranza e presunzione.
Tutto questo è fatto in nome del denaro.
Solo una cultura malata può pensare la montagna come qualche cosa da riempire per portare tanti turisti, sottomettendola alle futili esigenze di consumo. Attraverso il momentaneo godimento di piaceri indotti dal profitto, gli esseri umani stanno perdendo l’occasione di esplorare, per mezzo delle grandi montagne di pietra, quelle inviolate vette interiori che ognuno porta dentro di sé e che sono in grado di innalzare lo spirito verso nuovi ampi spazi.
Le alte cime di pietra non rappresentano solamente un punto materiale d’arrivo ma segnano l’indefinito confine tra terra e cielo, reale e non reale o meglio, tra realtà e mistero, guidando l’attenzione sempre verso alti orizzonti.

“Earth First!”

When the animals come to us,              Quando gli animali vengono da noi,
asking for our help,                      chiedendo il nostro aiuto,
will we know what they are saying?        sappiamo cosa stanno dicendo?
When the plants speak to us               Quando le piante ci parlano
in their delicate, beautiful language,    nel loro elegante, stupendo linguaggio,
will we be able to answer them?           siamo capaci di rispondergli?
When the planet herself                   Quando il pianeta stesso
sings to us in our dreams,                ci canta nei nostri sogni,
will we be able to wake ourselves,        siamo capaci di svegliarci,
and act?                                  e agire?

Gary Lawless • 1 novembre 1986 • “Earth First!”

Acqua

L’acqua è un elemento vivo, anzi, è la Vita.
Per stabilire se su un determinato pianeta via siano forme di vita, attraverso le Sonde spaziali cercano di stabilire se vi siano tracce di acqua, poiché si presume che senza di essa non possano esserci forma di vita organica.
L’acqua è viva e ha la capacità di memorizzare.
In verità, la Fisica Quantistica, ammette che quando due corpi si incontrano, vi sia uno scambio di energia che lascia “traccia energetica”. In questo caso vi è una memoria, una sorta di archivio che testimonia l’avvenuto contatto, anche solamente energetico.
Questa forma di memoria vibrazionale, è la Legge Universale di Unità Cosmica.
L’acqua è viva e ha capacità di memorizzare.
La prima volta che nel mondo venne divulgata la notizia della memoria dell’acqua, fu il 30 giugno 1998 sulla rivista internazionale Nature. L’autore fu il medico francese Jacques Benveniste, direttore dell’unità di ricerca n° 200 del più importante istituto di ricerca medica francese, l’INSERM ( Istituto nazionale della sanità e ricerca medica) di Clamart alla periferia di Parigi.
Si deve ponderare che per pubblicare su una rivista del genere, prima è necessario argomentare con un forum di studiosi, concordare con il direttore e solo dopo che è stato ritenuto veritiero, verrà pubblicato.
Nel mondo scientifico del tempo (anche l’attuale), la notizia pubblicata su una delle testate più prestigiose del settore scientifico fece molto scalpore e sollevò molte polemiche. In breve tempo, il direttore della rivista, lo stesso che aveva discusso ed avallato l’idoneità della tesi, mise in piedi una traballante commissione di esperti, i quali attraverso una nuova pubblicazione, smentirono la validità scientifica e sincerità della tesi di Benveniste.
In poco tempo si era passato da unanime approvazione e consenso, a smentita categorica. Tale atteggiamento mi sembra poco scientifico e molto incoerente.
Non c’è da stupirsi, è successo nei tempi passati recenti ma anche in quelli antichi e in quelli contemporanei. Quando una scoperta lede gli interessi dei potenti, non importa la sua reale evidenza o validità, categoricamente viene bruciata insieme al suo ideatore.
Questo è quanto è successo a Beneviste, uno scienziato di fama internazionale che aveva battezzato alcune importanti ricerche nel settore dell’allergologia e dell’immunologia (il fattore di attivazione piastrinica (PAF) fu scoperto da lui); dopo alcuni anni di polemiche riguardanti la sua scoperta, si trovò solo e disoccupato.

Proprio perché è un elemento vivo, l’acqua ha una grande capacità di memorizzare i messaggi: materiali, energetici, spirituali.
Il giapponese Masaru Emoto, dopo lunghissimi anni di paziente ricerca, pubblicò i libri: “Messaggi dell’acqua”, “La risposta dell’acqua” e il documentario “BLEEP – ma che …bip…Sapiamo Veramente?” (Macro ed.), con i quali ha fatto emozionare milioni di persone in tutto il mondo. Stupefacenti immagini di cristalli di acqua ghiacciata, immortalati dopo essere stata sottoposta a svariate situazioni. Messaggi scritti, pensati, parlati e altro, posti nelle vicinanze dell’acqua e questa, attraverso i suoi cristalli di ghiaccio, dava risposte diverse. Quando il messaggio era positivo, si aveva un’immagine di cristallo bello e armonico, al contrario, quando era negativo, dava immagine distorta e disarmonica.
Uno scienziato italiano Massimo Citro, sta facendo ricerche sulla capacità dell’acqua di memorizzare vibrazioni di farmaci e altre sostanze chimiche, conseguendo ottimi risultati.
Ha potuto constatare e provare che le vibrazioni di sostanze chimiche memorizzate dall’acqua, dava gli stessi risultati degli originari sintetici ma senza scatenare i dannosi effetti collaterali che sempre accompagnano queste sostanze.
Un campo straordinario che renderebbe “naturali” anche le sostanze che non lo sono, senza inquinare, e a costo quasi nullo. In definitiva, attraverso la memoria dell’acqua, sarebbe possibile avere medicinali puliti per l’ambiente, privi di effetti collaterali e a costo irrisorio.
Questo ultimo aspetto è quello che ostacola la diffusione del metodo, poiché intacca gli enormi profitti delle multinazionali della chimica e del petrolio; anzi, diventa rischioso per i ricercatori, per la propria incolumità a integrità.
In natura vi sono acque dai poteri medicamentosi conosciuti fin dai tempi più antichi e ancora oggi, in alcune località rinomate, si usano queste acque per fare cure termali, ottime per alleviare svariate malattie che affliggono le persone.
Vi sono anche le così dette “Acque di luce bianca” che scaturiscono nei luoghi Mariani, dove è apparsa la Madonna. Sono acque con vibrazioni particolari, considerate “miracolose”, in ogni caso “diverse” e molto salubri, che hanno la capacità di amplificare le qualità delle sostanze con cui vengono a contatto.
L’acqua è un bene per la salute ma prima di tutto è da tenere sempre presente che la sua assunzione deve essere giornaliera e abbondante, indispensabile in ogni giorno, altrimenti in breve tempo cesserebbe la vita.
Per una criminale volontà, l’acqua buona è stata tolta all’intera umanità che è costretta a bere acqua medicata (con cloro, fluoro, ecc.), oppure ferma da molto tempo in contenitori spesso di plastica.
L’essere umano ha vitale importanza d’acqua ma per vivere bene e sano, ha bisogno di “acqua viva”.
Mi ricordo che da ragazzo, quando la gente parlava della lontana Roma, nel discorso era decantata la bontà dell’acqua che sgorgava liberamente delle numerose fontane pubbliche. Adesso ogni tanto sono ospite da amici che abitano nella capitale ma l’acqua che esce dal rubinetto è buona solamente per lavarsi.
Anche l’acqua pubblica dei paesi delle zone di montagna analoghe a dove abito, dove spesso le sorgenti si trovano non molto distanti dall’abitato, nelle vasche di contenimento sono immesse automaticamente le sostanze chimiche disinfettanti.
L’acqua in bottiglia di vetro fa lunghi viaggi di inutile trasporto, quella del nord va a sud e quella meridionale giunge a nord. Lunghi mesi di stoccaggio, magari sotto il sole o in locali non adatti, la rendono energeticamente morta e non più idonea a trasmettere vita.
Quella nelle bottiglie di plastica è ancora peggiore in quanto la plastica rilascia suoi ioni, inquinandola e rendendola cancerogena.
Ecco perché parlo di criminale volontà, poiché è criminale speculare sulla salute delle persone.
Criminale è anche la volontà di concedere ai privati il monopolio dell’acqua.
La collettività ha il diritto di potersi amministrare un bene che è una delle primarie necessità per ogni essere vivente.
Privatizzarlo per scopi speculativi è criminale, in questa maniera non si fanno gli interessi della comunità ma dei privati che non lo fanno per scopi umanitari bensì per lucro, senza alcun controllo sulla qualità e sul costo del prodotto.

L’acqua è vita ma attraverso le indotte manipolazione umane diventa morte.
Il cloro e il fluoro sono due potentissimi veleni e tutta l’acqua pubblica è trattata con essi. Attraverso il prolungato tempo di assunzione di acqua trattata con queste sostanze (il fluoro si accumula nel corpo come il piombo), si potranno manifestare con certezza svariate patologie, anche gravi.

E’ bene che ogni individuo prenda profondamente coscienza della problematica acqua, del reale valore di questo elemento, della ricchezza che ci può offrire tale divino dono quando è integro nella sua naturalezza.

E’ bene che ogni individuo partecipi a manifestazioni pubbliche in solidarietà del problema acqua.

E’ bene che ogni individuo si senta forte della propria individualità e nel contempo, la trasmetta nei gruppi di persone che operano per il bene comune dell’acqua.

L’acqua non è un bene esclusivamente nostro ma è una ricchezza che dobbiamo custodire e salvaguardare, per trasferirla pura ai nostri figli e nipoti.
Il futuro dell’umanità passa anche attraverso l’acqua.