L’INTELLIGENZA DELLE PIANTE

Forse un giorno gli esseri umani impareranno che vi è intelligenza oltre il neurone, che vi è vita oltre la materia che vi è presenza oltre l’apparenza. Forse un giorno capiranno di non essere padroni del mondo bensì un piccolo tassello di un grande insieme e ogni piccolo tassello contribuisce al proprio sviluppo e a quello degli altri. Ognuno è parte di un meraviglioso equilibrio da intendere e da cui trarre ispirazione. In un grande equilibrio non vi è chi è più importante, chi avrà più privilegi, diritti e chi invece sarà inferiore. Il rispetto è prima di tutto dignità verso sé stessi, il rispetto è l’ago della bilancia che indica il grado di evoluzione raggiunta. Le diversità e differenze non sono confini, muri, sbarre ma porte, porte aperte che l’intelligenza potrà varcare spogliandosi del materialismo, poiché vi è mondo oltre la materia. Materia e spirito sono la stessa cosa, cambiano solamente l’intensità delle oscillazioni. L’intelligenza si espande in tutto il creato che non potrebbe esistere senza intelligenza. Le forme, le espressioni di intelligenza sono vaste quanto è vasto l’intero creato.

La vita è intelligenza e non esisterebbe vita senza intelligenza.

Intorno al “Maso” in cui abito, vi sono diversi vecchi meli di varietà antica, i quali quasi tutti gli anni mi forniscono le mele per affrontare il lungo inverno di montagna. Quest’anno la primavera è stata ideale, mite e molto soleggiata, pertanto vi è in atto una fioritura rigogliosa. I meli fioriti sono una poesia offerta dalla natura agli animi sensibili. In questa meraviglia vi era però una grave stonatura, mancavano gli insetti impollinatori. Gli alberi fioriti di solito sono visitati da una miriade di insetti i quali innalzano al cielo un potente ronzio simile a un OM cosmico. Quest’anno vi è un silenzio sepolcrale, le condizioni atmosferiche sono quelle giuste, la fioritura e abbondante, manca la parte della fecondazione, senza la quale non vi è trasmissione di vita, continuità. Ho parlato con Giuseppe l’apicultore più anziano, il quale mi ha detto con molto sconforto che non riusciva a capire cosa stesse succedendo. Mi raccontava che aveva le api forti, ma non uscivano a bottinare, o non erano richiamate dalle piante o c’era un qualche cosa in loro che non andava bene. Tutto questo, precisava Giuseppe con gravità, è conseguente della cattiveria di un virus a due gambe che causa nel mondo milioni di morti, e rischia di compromettere la vita stessa. Quando i vecchi si confondono significa che abbiamo perso memoria da dove proveniamo e di conseguenza la giusta strada da intraprendere per un futuro di pace.

Non saranno le dolci promesse prive di fondamenta e nemmeno le amare proposte di dure rinunce che saranno in grado di far uscire il genere umano dal pericoloso tunnel in cui si è cacciato da solo. Sarà la natura stessa ad indicarci la via, lo fa continuamente attraverso gli alberi e le piante, gli animali, le pietre, gli astri, le stagioni, il giorno e la notte, l’intero creato. A torto il genere umano crede di “far parte della natura” invece egli “è natura”. Questa non è una sottigliezza poiché “far parte” significa potersi discostare qualora si presenti una migliore possibilità, invece “essere” non lascia via di scelta. Ognuno è natura e quando esce dalle sue fondamentali regole di rispetto annulla incondizionatamente la propria natura.

Gli alberi sono un esempio straordinario di economia di vita, per compiere la funzione clorofilliana, di giorno usano l’anidride carbonica accumulatasi nell’aria e nel contempo rilasciano ossigeno. Di notte impiegano quell’ossigeno per la loro respirazione, emettendo anidride carbonica che impiegheranno di giorno. Con le foglie che cadono concimano il terreno così non sarà mai povero di sostanze organiche. Le grandi foreste condizionano il clima favorendo le condizioni ideali per la vita. Le piante sono in grado di indurre, condizionandoli con appaganti premi, gli animali ad accudirli, fecondarli, selezionarli, potarli, accompagnandoli così verso una loro ideale forma evolutiva da raggiungere. In tutto questo non vi è sfruttamento indiscriminato ma distribuzione vantaggiose per tutti, tenendo conto prima di tutto dell’ambiente.

Un lungo capitolo andrebbe aperto anche per descrivere le straordinarie medicine offerte gratuitamente e incondizionatamente dalle piante. Per ragioni di spazio editoriale mi limiterò a precisare che per mia lunga e diretta esperienza in qualità di erborista e ricercatore, posso affermare che il genere umano non ha coscienza della poderosa ricchezza che continuamente calpesta sotto i piedi. Penso a quanta sofferenza si potrebbe ovviare per mezzo delle cure vegetali, le quali non causano inquinamento corporeo e ambientale, non comportano alcun intervento violento e invasivo, il quale sempre comprometterebbe la dignità esistenziale della persona.

Erroneamente si pensa che con le piante si riesca ad intervenire solamente su disturbi di poco conto, invece per esperienza personale posso confermare che con i vegetali si affrontano e curano anche patologie considerate molto gravi.

Gli alberi sono esseri molto antichi ed evoluti, nella loro evoluzione esiste ancora la prevaricazione sugli altri ma essa non è di fondamentale importanza, invece per loro è indispensabile il senso di comunità fondata sulla collaborazione e sul mutualismo, tanto che un vasto bosco va considerato non come un insieme di singoli organismi, bensì come un unico grandioso organismo vivente. All’interno del grande equilibrio, i vegetali si sono assunti un grande compito, il quale porta benefici a loro stessi ma nel contempo permettono ad altri esseri più giovani, ancora poco evoluti come gli animali, di partecipare all’evoluzione. Per sostenere questo compito è necessario aver raggiunto una intelligenza sottile, evoluta, dove il fine primario è la comunità, intesa come beneficio per tutto e tutti. Un grande cerchio, dove ogni presenza cosciente basa la propria esistenza su quella degli altri, questo avviene tra le piante e ogni altro essere vivente evoluto.

Il corpo di animale può svolgere le sue funzioni vitali perché al suo interno è racchiuso un micro cosmo colmo di piccoli esseri viventi (Microbiota), i quali riescono a prosperare grazie al supporto che gli uni riescono a dare e utilizzare dagli altri. Così è in ogni circostanza, il Micro e Macro Cosmo ben definito dai nostri antenati.

Nella maggior parte dei casi è l’aspetto celato, il Micro Cosmo, quello che sembra privo di apparenze ad essere determinante e di grande importanza di tutte delle manifestazioni in natura, anche di quelle che si presentano come le più grandiose.

Entrando nel bosco e guardando in alto si possono ammirare tanti alberi, i quali danno la certezza che tutto ciò che si vede sia il bosco. In verità quello è solo una piccola parte apparente, il grande bosco si trova sotto terra e gli alberi non son altro che manifestazioni guidate e volute dall’intelligenza dell’universo che sta sotto. Gli alberi sono braccia che gli esseri di sotto innalzano verso il cielo, portano in su sostanze grezze, piccole particelle che compongono la stessa Madre Terra. In alto il Sole incontra la Sposa e avviene la fecondazione, nascono gli zuccheri, fonte di partenza per ogni forma di vita materiale. Le feconde sostanze organiche vengono distribuite ovunque e a tutti, dirette da una enorme rete di intelligenza espressa da una grande quantità di presenze coscienti che si trovano per lo più nello strato superiore del sottosuolo. Per mezzo di una loro particolare intelligenza, i vegetali riescono a vedere, sentire, gustare, provare affetto e repulsione, hanno memoria, prevedono i cambiamenti climatici, sono in grado di direzionare le radici, i germogli, i rami, distinguono il giorno, la notte, le stagioni, sono capaci ti utilizzare gli odori e gli aromi, gli ormoni, l’elettricità, possiedono il sesso e sono in grado di riprodursi sessualmente e altre luci e ombre ancora impensabili. Sono in grado intervenire sui climi, di creare dipendenze agli animali per trarne profitto, nel contempo rilasciano loro materiale indispensabile per la sopravvivenza.

Anche ciò che viene definita telepatia è ampiamente impiegata dai vegetali, i quali possono comunicare attraversando lunghe distanze, in condizioni incredibili e tutto alla velocità della luce. Hanno la capacità di dislocarsi, cioè trovarsi in un luogo e nel contempo in altri diversi. Queste manifestazioni di intelligenza sono a disposizione di ogni presenza cosciente, anche tra gli esseri umani vi sono alcune rare persone in grado di farlo ma non è ancora di tutti, dipende dal grado di presenza cosciente raggiunta. Nella maggior parte, gli esseri umani usano solo una minima parte di coscienza, per il resto si affidano all’incoscienza delle apparenze, dei numeri, del calcolo, delle statistiche. Questo atteggiamento può essere assai pericoloso, poiché la presenza umana ha raggiunto una elevatissima densità, contando poi l’alta tecnologia raggiunta, finalizzata più verso il profitto che alla coscienza, si corre il serio rischio che prima o poi sfugga di mano la situazione. Non succederebbe niente di grave per il grande equilibrio, l’intelligenza che lo compone cambierà un piccola virgola e il cerchio spezzato, si riunirà nuovamente. Andrebbe valutato cosa comporterebbe al genere umano quella piccola virgola cambiata, se sarà in grado di adattarsi al cambiamento, sicuramente avrà da compiere un grande giro di boa e per fare questo non saranno necessari grosse rinunce o sacrifici ma solamente cambiare il modo di pensare, dando il giusto valore e significato alla natura e alle sue regole fondamentali. Questo permetterebbe di vivere più in pace con sé stessi e con tutti gli altri, dando il giusto valore anche ai diversi.

Va considerato che quando si estingue un piccolo roditore, non finisce il mondo, continuerà a girare ugualmente e nel contempo si aprirà la possibilità a un nuovo roditore più adatto.

Carlo Signorini

Articolo pubblica sulla rivista Eudonna del mese di giugno 2020, redazione: info@ilsextante.net

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