Macerata adotta la Carta dei Diritti degli Alberi il 23/02/2019

Dall’incontro fra l’Associazione “Spiazzati” da anni attività nel promuovere la salvaguardia e la valorizzazione del verde urbano e l’erborista Carlo Signorini, autore di libri e studioso di fama nazionale, nasce la proposta di adottare a Macerata la “Carta dei diritti degli alberi”.
Il principio basilare è che gli alberi, al pari degli esseri umani, degli animali e di altre specie, sono esseri viventi che comunicano e interagiscono nell’ambiente in cui viviamo e di cui facciamo parte in quanto noi stessi esseri di natura. In quanto esseri viventi agli alberi vanno dunque riconosciuti dei valori e dei diritti che dovranno essere rispettati dalla comunità, sia sociale che amministrativa.
Nella letteratura scientifica è stato ampiamente dimostrato che gli alberi sono degli esseri senzienti, in grado di percepire sensazioni fisiche e stimoli esterni, in modo non dissimile dagli altri esseri viventi. Questo fa si che la loro protezione diventa un imperativo morale prima che giuridico, poiché non si tratta di un valore commerciale ma di un valore prima di tutto morale, il quale diviene, in un secondo tempo, valore culturale e quindi giuridico.
La loro gestione e tutela non può essere affidata solo agli enti statali e territoriali, ma l’attività di questi deve essere accompagnata da un coinvolgimento attivo delle comunità che vivono sul luogo.
Tutto questo comporta una partecipazione attiva delle popolazioni interessate, i quali costituiscono modelli avanzati di partecipazione dei cittadini. Gli esseri umani devono percepire se stessi come parte degli ecosistemi nei quali vivono e operano per la riscoperta di un equilibrio primario uomo-natura.
L’aspetto morale implica un nuovo approccio etico al diritto come sancito dall’Art. 9 della Costituzione Italiana: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura, la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. In questo articolo viene sancito che il paesaggio è concepito come “bene comune”.
La valorizzazione del “patrimonio culturale” prevede anche la co-evoluzione tre esseri umani e natura, valorizzando le comunità territoriali, le quali diventano “comunità patrimoniali”.
Per questo è importante sviluppare il dibattito al fine di individuare nuove forme di partecipazione della popolazione nella salvaguardia, nella gestione e nella valorizzazione dei monumenti verdi.
L’iniziativa sarà presentata sabato 23 febbraio alle ore 15,30 presso il Parco di Villa Cozza con l’intervento di Carlo Signorini che parlerà della sua visione olistica nel rapporto con gli alberi, i boschi e i cicli della natura. La popolazione tutta è invitata liberamente a partecipare.

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